La mobilità nell'Era della Smart City

La Smart City per Invisiblefarm rappresenta il futuro, dove ogni persona può sentirsi parte della città ed interagire con essa. Nella mobilità una città diventa veramente “smart” solo quando si possono osservare le risorse disponibili (quali per esempio strade, autobus e parcheggi) e, confrontandole con i dati relativi alle persone che utilizzano tali risorse, si riescono a migliorare e rendere immediate e a misura di utente.

Si stima che entro il 2050 più di sei miliardi di persone vivranno nei centri urbani, il doppio rispetto a oggi. Circa i due terzi della popolazione globale vivrà in megalopoli ed il traffico urbano sarà triplicato, con il conseguente incremento di diverse problematiche.
Prime fra tutte legate all'inquinamento e alle risorse disponibili. Già al giorno d’oggi, infatti, per soddisfare le nostre esigenze, avremmo bisogno delle risorse ricavate da 1,7 pianeti Terra.
É bene quindi riuscire a ripensare e migliorare le nostre città sviluppando soluzioni per rendere anche la mobilità sempre più accessibile, pulita, sicura e connessa prima del traguardo del 2030.

I principali sviluppi tecnologici della mobilità futura saranno legati principalmente all’automazione, all’elettrificazione e alla connettività. Il futuro sta quindi nella guida autonoma, nei veicoli elettrici o ibridi e nelle automobili connesse alla città; scenari nei quali stanno investendo le maggiori industrie tecnologiche di informatica e telecomunicazioni, ma anche costruttori automobilistici, produttori di energia elettrica e pubbliche amministrazioni.

Altro aspetto interessante per ridurre l'impatto ambientale e del quale stiamo già assistendo ora, riguarda la mobilità condivisa. Essa viene definita car sharing, se comporta il noleggio di un mezzo, generalmente per brevi periodi e in contesti urbani; mentre se fa riferimento ad un attività di trasporto da parte di un privato con un mezzo proprio sotto compenso o meno viene definita ride sharing. Altra classificazione riguarda invece l’uso condiviso di veicoli privati tra diverse persone, che condividono le spese e percorrono lo stesso itinerario, detta car pooling; un esempio concreto di quest'ultima è BlaBlaCar.

Il primo vero passo però di questa rivoluzione sarà nel 2021 quando si prevede verranno immesse sul mercato (inizialmente solo in Nord America) una serie di veicoli per servizi di ride sharing il cui livello di guida autonoma sarà classificato SAE 4, senza conducente umano a bordo.
Apple starebbe appunto lavorando al progetto denominato Titan, per la realizzazione della sua prima self driving car, ma non sarebbe l'unico; anche case automobilistiche, come Mercedes-Benz e Honda, sono attualmente al lavoro su vetture di questo tipo.
Inoltre, a partire dal 2020 Bosch in collaborazione con Daimler immetterà sul mercato vetture a guida autonoma, mentre punterà in futuro alla produzione di un sistema di guida di livello SAE 5 per taxi; al momento l'automazione più evoluta in commercio riguarda le vetture Tesla, con un livello SAE 3, che necessita ancora della supervisione del guidatore.

Più nell'immediato invece si punta a mezzi sostenibili per l'ambiente, come per esempio le automobili elettriche, oppure ibride. Si prevede che da oggi al 2040 saranno venduti nel mondo 2 miliardi di veicoli, di cui più di 800 milioni saranno elettrici; in Italia le previsioni parlano tra i 70.000 e i 130.000.
La Ford introdurrà presto a Londra 20 veicoli sperimentali per uso commerciale ad alimentazione ibrida plug-in, che usciranno sul mercato nel 2019 e che contribuiranno a migliorare la qualità dell'aria nelle città. Tali veicoli funzioneranno la maggior parte del tempo in modalità elettrica, appoggiandosi ad un motore a combustione che fungerà solo da range-extender per ricaricare le batterie.

Altro aspetto importante nell'utilizzo di veicoli elettrici risiede nella tecnologia, ancora in fase di sviluppo, Vehicle to Grid, ovvero un sistema di gestione, immagazzinaggio e distribuzione dell’energia da parte delle batterie dei veicoli elettrici, che permetterebbe di produrre energia da immettere nella rete della città, producendola semplicemente utilizzando la propria automobile.
Inoltre l’integrazione delle informazioni tra veicoli e infrastruttura pubblica, per condividere i dati utili a snellire la congestione del traffico oppure gestire la guida autonoma, sarà una svolta complessa a cui però stanno già lavorando diverse aziende.
Attualmente Bosch sta collaborando con TomTom e altri partner per la realizzazione di una mappa digitale in alta definizione che permetta alle auto con guida autonoma di determinare la propria posizione con precisione. Inoltre questi veicoli, che vedremo nei prossimi decenni, saranno dotati di un “cervello” creato in collaborazione Nvidia, in grado di elaborare l'ambiente che li circonda ed identificare altri mezzi, prevedendo i loro movimenti grazie all'intelligenza artificiale.
Questa tecnologia potrà quindi prevedere ed evitare molti incidenti stradali e salvare numerose vite.

Infine anche i parcheggi delle Smart City del futuro non saranno esonerati dai cambiamenti.
Al momento gli utenti che utilizzando applicazioni mobile per la navigazione ed il traffico creano una mole considerevole di informazioni che è possibile utilizzare. Grazie a queste informazioni sarà possibile studiare in quale modo e con che frequenza ogni singolo parcheggio viene utilizzato e creare un app che permetta di trovare parcheggio libero in tempo reale, evitando a molte persone di muoversi in circolo per trovare un posto, perdendo tempo e aumentando il traffico e l'inquinamento.
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